M5

2017-07-12

 

M5 è un ammasso globulare ben visibile nella costellazione del Serpente, visibile da entrambi gli emisferi terrestri. Alle nostre latitudini, il momento migliore per osservarlo è tra aprile e settembre. Con una magnitudine apparente di +5,6, M5 può anche essere scorto ad occhio nudo nei cieli più bui. 

Un po' di storia...

M5 è stato scoperto nel 1702 dall'astronomo tedesco Gottfried Kirch e da sua moglie, per poi essere riscoperto dal nostro Charles Messier nel maggio 1764, anche se con la sua strumentazione poté osservare quanto annotò nei suoi appunti: "Bella nebulosa tra la Bilancia e il Serpente, vicino alla stella n° 5 del Serpente (secondo il Catalogo di Flamsteed), di sesta magnitudine; non contiene stelle e, con un buon cielo, si vede bene in un ordinario strumento da un piede... rivista il 5 sett. 1780, e il 30 genn. e il 22 marzo 1781". In effetti il primo a riuscire a distinguere le singole stelle contenute in M5 fu l'astronomo britannico William Herschel nel 1791, e qualche decennio dopo da Lord Rosse.

Quando Messier osservò per la prima volta M5 non poteva immaginare che si trattava di un ammasso globulare contenente sicuramente più di 100.000 stelle, forse 500.000, racchiuse in un diametro di 130 anni luce. M5 orbita a circa 24.500 anni luce da noi, e si sta allontanando alla velocità di circa 50 km/s. 

M5 è uno degli ammassi globulari più vecchi che conosciamo: la sua età è infatti stimata in 13 miliardi di anni, non molto più giovane dell'Universo stesso!

Oggi sappiamo che almeno un centinaio delle stelle che compongono M5 sono variabili di tipo RR Lyrae, tutte con periodi che si aggirano intorno a 0.5 giorni. 

Osservazione

M5 può essere osservato facilmente riferendosi alla stella principale della costellazione del Serpente, Unukalhai, ed è anche posizionata verticalmente sopra Zuben Elschemali nella Bilancia: nei cieli più bui è visibile persino ad occhio nudo come macchiolina chiara nel cielo, e già con un binocolo appare bene evidente come una macchia nebulosa: per risolvere le stelle dell'ammasso occorre almeno un telescopio da 100 mm di diametro.