Lettera aperta ad un aspirante socio Antares (Tratto da "arcurd d'zuventó è un po' neca d'qui d'ad

2016-11-06

Rilanciamo uno scritto pubblicato circa un anno fa sul nostro blog Antares Notizie:

 

Una lettera dedicata a tutti i visitatori del nostro osservatorio e del nostro BLOG!


RECENSIONE DEL PRESIDENTE ANTARES (Angelo Venturelli): Loris è un socio Antares, un socio decisamente attivo e sempre disponibile quando c’è qualche lavoro da svolgere. È anche uno scrittore e quest’anno ci ha deliziato con la sua terza fatica, che lui dice essere l’ultima… anche se nessuno ci crede!

“Ricordi di gioventù… e anche un po’ di adesso”, libera traduzione dal dialetto romagnolo, contiene anche il racconto di una delle tante piccole e meravigliose storie che vanno in scena sul palco di Monteromano, con centinaia di stelle che fanno da spettatrici attente e silenziose. Loris, con la sua Lettera aperta ad un aspirante socio Antares ci racconta a modo suo cosa significa essere lassù e guardare il cielo.


RECENSIONE DEL SEGRETARIO ANTARES (Roberto Baldini): Pur essendo una libera associazione alla quale chiunque puó iscriversi, i nostri soci non sono moltissimi. Questo puó essere un bene così come può essere un male, tuttavia, al momento, fa sí che ci si senta tutti moralmente legati come in una grande famiglia. Sia i soci di vecchia data che i soci più recenti (non esistono giovani e anziani) condividono una passione molto personale ma ognuno vede unitarietà d'intenti e l'affiatamento che traspare durante le serate di apertura al pubblico si rivela a volte molto intrigante, offrendo a tutti l'occasione di dare il proprio contributo. Il nostro socio Loris, che molti di voi avranno incontrato in tali occasioni, ci fa dono ogni anno di un simpatico e "prezioso" fascicoletto che racchiude diario di occasioni particolari da lui vissute fra le quali figurano anche quelle associative del nostro gruppo e quest'anno desideriamo condividere, così com'è uscita dalla sua spontanea iniziativa una lettera indirizzata a chi volesse unirsi al gruppo antares.
Buona lettura e... meditazione!


Lettera aperta ad un aspirante “Antares“ 

(Tratto da "arcurd d'zuventó è un po' neca d'qui d'ades" volume terzo - di Loris Pagani - 2014)

Accompagno un visitatore nel seminterrato.


Ecco questa è la saletta dove si espongono le fotografie dei pianeti, delle nebulose, della Luna, fatte dai nostri fotografi con l’aiuto del telescopio.

Scherzando lo chiamo il "salotto della Claudia", ma un po’ lei si arrabbia. A tutti i visitatori Claudia dice: “Potete lasciare il vostro indirizzo mail e sarete messi al corrente delle nostre attività. C’è anche un piccolo ristoro.
Quanto costano le foto?“, chiede il signore.
Si fa un’offerta per il sostegno dell’Osservatorio.” risponde Claudia.
La più grande possibile”, aggiungo io scherzando…
Ma questo osservatorio di chi è?“, incalza il signore.
E’ dei soci dell’associazione, e chiunque può farsi socio pagando una piccola quota annuale.
Ma una volta fatto socio cosa si ottiene?”, replica.
Beh.. si…, beh… si può partecipare alle assemblee sociali, far parte del direttivo, contribuire alla manutenzione.”, risponde Claudia.

Poi intervengo io per assecondare Claudia, anche se lei non ne aveva bisogno: “Ecco io sono socio da molti anni, ogni tanto taglio l’erba del prato ,come se fosse la mia seconda casa. Se a uno piace guardare il cielo, qui si impara molto; oltre ad osservare ci si confronta e si cresce dentro. Quando ho incominciato io, ero attratto dal pianeta Venere che ha un’orbita attorno al Sole più interna rispetto a quella della Terra. Si può vedere prima del sorgere del Sole oppure poco dopo al tramonto. Mi chiedevo: chissà come sarà luminoso a vederlo in piena notte! Vengo quassù e dico: “Ho fatto una scoperta!” Tutti i presenti si avvicinano... “Non si può vedere in piena notte perché mentre Venere è da qualche parte attorno al Sole, noi come Terra siamo girati dalla parte opposta”.  “Bravo, hai scoperto l’acqua calda!“, fa qualcuno. 

Era una cosa ovvia, ma io l’avevo scoperto solo allora…


Una sera con il mio piccolo telescopio puntato su Giove, si intravvedono i 4 satelliti che scopri Galilei nel 1600. Mano a mano che passa qualcuno, viene a dare un’occhiata, tra cui una bimba di 6-7 anni, con un fratellino più piccolo, che aveva un paio di occhiali con una lente molto più grossa dell’altra. Erano accompagnati dalla loro giovane mamma.
Per prima guarda la ragazzina.
Vedi una grossa palla?”, faccio io.
Si”, risponde lei.
È Giove; vedi anche i satelliti?
Si
Poi guarda il fratellino e io cerco di farlo allineare bene all’oculare.
Vedi una grossa palla?”, ripeto.
Si”, risponde prontamente lui.
Vedi anche i satelliti?
No
Avvicinati un po’ di più”, faccio io.
Adesso si
Quanti ne vedi?” chiedo nuovamente.
A quel punto quella spippola della sorellina gli si è avvicinata e gli ha suggerito “Digli che sono tre”; in effetti uno era occultato dietro al pianeta.
Poi è stato il turno della mamma.
E lei signora, quanti ne vede?”

Lei smette di guardare, si gira e mi abbraccia; era molto soddisfatta e felice, non tanto per lo spettacolo celeste, ma perché avevo accudito ai suoi figli.
Ecco, oltre al taglio dell’erba o alla verniciatura della cupola, è questa aria di pace che prende chiunque si lasci coinvolgere quassù.
Caro signore, se le va prenda pure la tessera, e avrà tanti benefici, ben superiori ai bollini o bolloni dei supermercati.


Loris 

 

 

P.S.: potete ritrovare l'articolo originale a questo indirizzo antaresnotizie.blogspot.it/2015/02/lettera-aperta-ad-un-aspirante-socio.html